La dinamicità del business rende necessario accelerare gli aggiornamenti infrastrutturali IT e l’adozione del cloud, pratiche che, per essere efficaci, richiedono il replatforming del software applicativo e cambiamenti nelle competenze dei team aziendali.  
13 Apr, 2022

Il replatforming permette di portare le applicazioni aziendali sulle piattaforme operative più avanzate per poter usufruire di risorse allo stato dell’arte sia dentro sia fuori dal data center aziendale attraverso servizi in cloud. Un passaggio necessario per ottenere vantaggi di resilienza e di scalabilità offerti dall’impiego delle tecnologie di cloud, assieme a funzionalità on demand innovative, per esempio, nell’ambito del voice, image processing, dell’analisi su big data e dell’intelligenza artificiale

 

Le best practice per un replatforming efficace 

Il trasferimento nel cloud delle applicazioni che girano in on premise dev’essere preceduto dall’analisi del valore che hanno per il business e quindi dalle valutazioni sulla convenienza della migrazione rispetto alla continuazione della gestione in on premise. Il replatforming dell’applicazione può avere un’alternativa nella sostituzione con soluzioni presenti sul mercato, già pronte per operare efficacemente nel cloud.  

La modalità più semplice per effettuare il replatforming, nota come lift & shift, un vero e proprio spostamento utile per liberare risorse o dismettere il data center, ma che non consente di sfruttare la scalabilità e le altre potenzialità del cloud. Non consente, di norma, di ottenere vantaggi nemmeno nei costi operativi rispetto alla tradizionale gestione in on premise.  

Il replatforming più efficace si ottiene adattando le applicazioni per sfruttare i moderni servizi server database e analitici in cloud. Le applicazioni esistenti sono integrate nei nuovi contesti a servizi attraverso interfacce API (application programming interface) Una modalità che aiuta a gestire le sostituzioni graduali del software legacy con il software moderno cloud-ready.  

L’efficacia nel replatforming del software risulterà tanto più elevata quanto più è possibile avvicinarsi al modello architetturale cloud-ready, dove tanti servizi indipendenti cooperano tra loro via API. Un modello che rende possibile smontare e riassemblare le funzioni applicative al variare delle esigenze di business e che consente la massima scalabilità sul fronte operativo. 

 

Cosa serve per ottenere vantaggi nel passaggio al cloud 

Ogni migrazione al cloud che non sia soltanto tattica non si completa con la revisione applicativa o il replatforming. Un aspetto che non può essere trascurato è la capacità per l’azienda di evitare il lock-in, ossia di conservare nel passaggio al cloud la capacità di scegliere tra le funzioni offerte dai differenti provider. Per far questo, il replatforming va accompagnato dall’adozione di logiche multicloud, ossia da interfacce flessibili che permettano di cambiare il provider di servizi in base alle ragioni contingenti di convenienza economica, prestazioni o capacità d’innovazione.  

Tra le funzionalità di cui è importante potersi avvantaggiare nel replatforming c’è l’analisi dei dati. Con il cloud sono rese disponibili in on-demand capacità analitiche all'avanguardia e vaste librerie di algoritmi, sempre aggiornati, e adatti alle diverse esigenze di business.  

Per ottenere vantaggi nelle migrazioni al cloud serve inoltre intervenire sulle persone con cambiamenti organizzativi e culturali. È importante rivedere i processi, aggiornare le competenze dei team IT sulle tematiche di sicurezza e di rete.  

Sul fronte amministrativo, serve la capacità di gestire la contrattualistica dei servizi e il budgeting considerando SLA, penali, capex e opex.  

L’uso delle API nel replatforming dev’essere accompagnato con l’adozione di tool per governare i flussi d’interscambio dei dati e per dare agli sviluppatori i template con cui velocizzare il lavoro e rispettare le linee guida aziendali. Avere capacità di governo su API e security abilita l’impresa a sviluppare servizi innovativi per entrare in nuovi mercati. Consente alle imprese di fare business con i dati, come fanno oggi le società del mondo finanziario attraverso l’open banking. 

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