Dopo la sosta natalizia riprende la Serie A, con le due squadre al comando con 42 punti. Ottenuti in modo diverso, come spiegano alcuni numeri nascosti. Che dimostrano quanto fruttuoso sia stato finora il lavoro di Conte. Ma anche che quello di Sarri è stato molto sottovalutato.

Rivoluzione doveva essere. E rivoluzione è stata. Ma in modi opposti, solo in parte previsti. Quando Inter e Juventus hanno cambiato allenatore, si sapeva che non si trattava di cambi qualsiasi. Con Antonio Conte, l’Inter è andata su un top mondiale, specialista nel riportare al vertice squadre dal passato glorioso ma perduto. Con Maurizio Sarri, invece, la Juventus sceglieva una rivoluzione ancora più radicale: abbandonare l’impostazione tradizionale della casa, che metteva la vittoria sopra ogni cosa, scegliendo di farla passare anche attraverso il bel gioco. Dopo 17 giornate, col campionato che riprende il 5 e il 6 gennaio, si può dire che per l’Inter la rivoluzione finora è pienamente riuscita: il primo posto in classifica, a pari merito coi bianconeri a 42 punti, ne è il segno più evidente, per non dire rumoroso. Perché sia completa, alla rivoluzione contiana mancano solo pochi tasselli. Il primo è quello più complicato: riuscire a tenere lontane le crisi di gennaio, che hanno spesso infranto i sogni di gloria interisti. E la rivoluzione Juve? C’è, ma non si vede. O meglio: a occhio nudo no, però in certi numeri nascosti sì. Numeri da cui partire per capire che cosa ci aspetta nella seconda parte del campionato. E quale rivoluzione vincerà (se vincerà...).

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13 Jan, 2020