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Il passaggio dal Prompt Engineering al Context Design nel 2026

Scritto da SDG Group | 11-mar-2026 11.04.41

Il lavoro del "prompt engineer" non è diventato obsoleto, ma deve evolversi nel ruolo di "context designer" per gli agenti AI

Uno dei trend più caldi che ci aspettiamo di vedere nel 2026 è l'uso di strutture più elaborate nelle istruzioni fornite ai modelli AI-driven utilizzati per l'automazione dei processi.

Già nel primo anno dopo il rilascio pubblico dei tool di AI generativa più diffusi, è subito emerso un dibattito nel settore riguardo alle nuove figure professionali create da questa tecnologia. Tra i ruoli più interessanti c'era quello del "prompt engineer", un esperto nella creazione di istruzioni per ottimizzare le performance dei Large Language Model (LLM).

Questa è diventata a tutti gli effetti una professione in forte crescita. Tuttavia, con l'evoluzione delle capacità di comprensione dei chatbot, il ruolo si sta spostando verso quello di un "architetto del contesto", in inglese "context designer".

 

Le differenze tra un prompt engineer e un context designer

Secondo noi nel corso del 2026 il ruolo del prompt engineer si consoliderà definitivamente, ma da una nuova prospettiva: il suo compito sarà sempre più quello di essere un facilitatore che aiuta gli agenti AI a comprendere meglio il contesto e ad automatizzare in modo efficiente i task per cui sono stati progettati.

Mentre il prompt engineering tradizionale si è concentrato sulla creazione di istruzioni ben progettate per ottenere singole risposte, il context engineering tratta i modelli AI-driven come risorse dinamiche, che devono essere strutturate e arricchite per sfruttarne appieno il potenziale.

Ci sono differenze sottili ma significative tra il prompt engineering e il context engineering. Nel prompt engineering tradizionale l'utente preparava solitamente un'istruzione immediata come: "crea una presentazione aziendale", "riassumi questo testo" o "riorganizza queste idee". L'obiettivo era definire il tono, il ruolo che il software doveva assumere e lo scopo (tra gli altri fattori) per ottenere un risultato più o meno atteso.

Al contrario il context design va oltre il "prompt statico", sviluppando un ecosistema informativo dinamico. Invece di limitarsi a impostare un tono, si occupa di gestire un flusso di dati proveniente da molteplici fonti, che si aggiorna man mano che l'interazione si sviluppa. Questo garantisce che la finestra di contesto del modello non sia solo un'istantanea, ma uno stato in continua evoluzione, che si adatta alle preferenze dell'utente, allo storico dei messaggi e alle mutevoli sfumature dell'argomento.

Grazie a questo cambio di prospettiva l'Agentic AI diventa più precisa, fornisce risultati più personalizzati e risulta anche più efficiente, facendo leva su dati, storico e altri strumenti connessi in ogni momento. Questo è, senza dubbio, uno dei trend più interessanti individuati nel nostro report Data, Analytics & AI Trends 2026.

 

L'evoluzione del prompt engineer nel tempo

Il concetto di "prompt engineer" ha iniziato a essere ampiamente discusso nel 2022. L'anno successivo sono emerse tecniche più avanzate, come il chain-of-thought prompting, che scompone problemi complessi in sequenze più logiche e le affronta step-by-step. Nel 2024 sono state poi introdotte le funzionalità di memoria e storico, consentendo agli agenti AI di compiere ulteriori passi avanti. Infine, nel 2025, ha iniziato a emergere il vero potenziale del "context linking", permettendo ai sistemi AI di generare risposte migliori.

Tutto questo, come vedremo nel corso del 2026, consentirà alle aziende di superare i limiti derivanti dall'affidarsi a un'unica istruzione statica.

Ci aspettiamo quindi una crescita dei sistemi automatizzati di generazione del codice, che giocheranno un ruolo fondamentale nell'accelerare lo sviluppo di nuovi prodotti. Soprattutto, e questo si basa su un principio fondamentale che a volte viene trascurato, questo nuovo paradigma permetterà anche a professionisti senza competenze avanzate di programmazione di generare soluzioni di alta qualità basate su dati e AI. 

Così, passando da task isolati alla progettazione di workflow più complessi, il potenziale dell'AI per le aziende diventa sempre più importante.

Fino ad ora, molti professionisti hanno utilizzato l'AI generativa semplicemente per caricare un PDF e chiedere al modello di produrre un riassunto e alcune conclusioni. Questo è un caso d'uso decisamente troppo semplice per strumenti con queste potenzialità e ha un impatto minimo sulla strategia a medio-lungo termine.

L'obiettivo reale è che gli utenti istruiscano un software intelligente ad analizzare un report e ad assumere una visione olistica delle informazioni aziendali rilevanti (come possono essere i ricavi in uno specifico periodo) al fine di restituire indicazioni sempre più precise e azionabili.

Per conoscere di più su questa evoluzione e scoprire le altre novità in ambito innovazione tecnologica, scarica il nostro ultimo report Innovation Radar cliccando qui.