Finora gli assistenti AI sono sempre stati pensati come strumenti reattivi, con capacità limitate a rispondere a domande, automatizzare task e snellire processi specifici. Questa prospettiva sta però diventando man mano obsoleta con l'arrivo di una nuova generazione di agenti. Questi sono capaci di collaborare attivamente con le persone prendendo decisioni ragionate in modo indipendente, trasformando profondamente il modo in cui le aziende operano e prendono decisioni di business utilizzando l'AI.
Di conseguenza questi agenti non si limitano più a fornire dei semplici risultati; ora possono riflettere, interagire e approfondire in autonomia i propri processi. Questo cambio di paradigma alza l'asticella dall'automazione di base a un problem-solving sofisticato. Affrontando task complesse che mettono in difficoltà i sistemi tradizionali, questi agenti forniscono la trasparenza necessaria per una collaborazione "human-in-the-loop" in tutti i settori aziendali. Infatti, questo è uno dei trend identificati nel report Data, Analytics & AI Trends 2026 di Orbitae, il brand di SDG Group interamente dedicato all'AI.
A differenza degli agenti tradizionali basati principalmente sull'AI generativa, che si concentrano sulla produzione di risposte a specifiche richieste dell'utente, i cosiddetti modelli agentic combinano diverse capacità che vanno ben oltre. Tra queste troviamo:
Tutto questo permette ai team di iniziare a considerare i sistemi di Agentic AI come veri e propri dipendenti, in quanto in grado di comprendere il contesto di business, contribuire al processo decisionale, imparare e anticipare i bisogni futuri. Chiaramente questa novità sta già ridefinendo il modo in cui vengono intesi gli agenti intelligenti.
Gartner stima che entro il 2028 almeno il 15% delle decisioni lavorative quotidiane sarà preso in autonomia tramite agenti. Questa è una grande opportunità per le aziende di anticipare i tempi e iniziare a integrare queste soluzioni nei propri processi. In caso contrario il rischio è quello di trovarsi in una posizione di svantaggio rispetto ai competitor.
Nel frattempo si prevede che quasi un terzo delle applicazioni software aziendali incorporerà l'Agentic AI nei propri sistemi: un salto significativo considerando che nel 2024 la percentuale era praticamente inesistente (meno dell'1%). Di conseguenza, gli strumenti basati sull'Agentic AI in grado di integrarsi con i sistemi di cui le aziende già dispongono svolgeranno un ruolo chiave negli anni a venire.
La diffusione dell'Agentic AI permetterà alle aziende di avere maggiore agilità ed efficienza e, soprattutto, di aumentare le proprie possibilità di successo in un mercato altamente competitivo. Questo perché l'AI può migliorare il processo decisionale strategico, riducendo al contempo i costi associati agli errori causati da giudizi biased.
Per garantire che aziende e team siano preparati a integrare questi colleghi digitali nei propri processi, è fondamentale riprogettare i workflow aziendali per facilitare una collaborazione efficace tra esseri umani e agenti AI. In questo contesto formazione e mentalità aperta al cambiamento saranno fondamentali per cavalcare al meglio questa opportunità.
L'obiettivo non è sostituire le persone, ma aumentare la loro capacità produttiva e dare loro lo spazio per concentrarsi su task a maggior impatto.
Questo forte slancio dietro all'Agentic AI segnala un cambiamento che va ben oltre la semplice automazione; è un salto in avanti fondamentale nella produttività individuale. Delegando ragionamenti ed esecuzioni complesse ad agenti autonomi, l'output di un singolo dipendente o ingegnere può essere migliorato in modo esponenziale. Il fattore decisivo sarà questa collaborazione intelligente e complementare, in cui il talento umano guida il potenziale tecnologico per raggiungere ciò che prima era impossibile.
Ora spetta alle aziende trasformare in realtà questo livello di efficienza senza precedenti.