Più simulazione che schedulazione nei piani del “Consumer”

More simulation rather than scheduling in the consumer sector’s plans

Il comparto dei Consumer Products ha risentito in misura più limitata rispetto agli altri settori industriali dell'ondata di crisi economica dell'ultimo periodo; i risultati evidenziano una crescita assoluta dei consumi, determinata principalmente da una crescente domanda delle economie emergenti e da una sostanziale stabilità nei mercati occidentali. Focalizzandosi nel Mercato Occidentale, la situazione di stabilità è il risultato di nuove dinamiche di competizione la cui sommatoria ha comportato una sostanziale stabilità nell'andamento del settore ma una profonda trasformazione nelle imprese che lo compongono. La crescita della GDO e delle Private Labels è il fenomeno più significativo che ha afflitto nel passato i produttori locali e che oggi deve invece diventare un'opportunità per gli stessi.

Il cambiamento sostanziale non riguarda solo i canali di vendita ma (soprattutto per il food) anche le modalità e i canali di approvvigionamento: l'effetto più importante della crisi si traduce infatti in un andamento dei prezzi delle materie prime non più correlato a rapporti di domanda-offerta ma a situazioni speculative con oscillazioni sicuramente non trasferibili sui prezzi di vendita (quantomeno in mercati con inflazione calmierata), diversamente a quanto accade negli altri comparti (vedi siderurgico/petrolchimico) dove le dinamiche delle materie prime trovano un riscontro diretto sul mercato di sbocco.  L'impatto non favorisce sicuramente le aziende che non possono sostenere i fabbisogni con il capitale circolante e devono trovare altre forme di acquisto o copertura.

Un cambiamento radicale nella cultura organizzativa che questa situazione comporta è l'abbandono di tecniche tradizionali di pianificazione e controllo e l'introduzione di nuove modalità simulative che trasformano il ruolo del buyer, tipicamente orientato all'ottimizzazione della supply chain, in un trader focalizzato all'andamento dei mercati e ai fattori di elasticità di prezzo che possono influenzare l'andamento.

E' sensato immaginare che i prossimi esercizi di Budget prevederanno processi e sistemi di supporto con leve radicalmente diverse da quelli attuali e che la rapidità e la fantasia (che da sempre hanno caratterizzato il talento italiano) anche nell'introduzione delle nuove tecniche  sarà il reale “business driver”.

SDG – Consumer Product Goods “mette sul piatto” diversi modelli operativi a sostegno di questi nuovi indirizzi, tra questi potrebbe esserci anche il tuo! Teniamoci in contatto.