Performance Management in tempo di crisi: è il momento giusto per agire!
Nei momenti di grande incertezza, in quelle fasi dove i mercati fanno trasparire in modo spietato la perdita di fiducia nei propri interlocutori, non solo il mondo della finanza, ma anche le aziende industriali si trovano costrette ad affrontare rapidi ripensamenti e ristrutturazioni del proprio modello di business.
L’individuazione e l’attuazione delle strategie e dei programmi “giusti” oggi non sono più solo dettate dalla ricerca della crescita, ma sono semplicemente scelte vitali per la protezione del proprio posizionamento sul mercato.
Stiamo osservando con grande interesse come le aziende più accorte nello sviluppare questi cambiamenti, indipendentemente dal loro settore di appartenenza, siano partite giustamente dai fondamentali quali prodotti/clienti, o meglio supply-chain e customer-relationship, ma introducendo nuovi approcci e nuove informazioni.
Il miglioramento della performance complessiva della propria supply chain richiede un rinnovamento dei target e delle metriche; si compongono nuovi indicatori che meglio indirizzano gli obiettivi verso l’efficienza massima, ma che non trascurano i benefici potenziali di varietà e flessibilità nel servizio.
A questo focus più interno, anche se interno ad una rete di relazioni sempre più estesa, si contrappongono con uguale intensità attività di ”intelligence” e di anticipazione delle tendenze sul fronte dei clienti e dei mercati di sbocco.
Anche in questo caso, la novità non sta ovviamente sul significato di queste attività, da sempre principale oggetto degli uffici marketing e sviluppo business, quanto nelle nuove strumentazioni per renderle sempre più efficaci e “leading”.
Il 93% dei marketers usano i social media per scoprire tendenze, avere opinioni, recuperare informazioni. In pochi secondi un gran numero di informazioni possono trasformarsi in potentissimi indicatori “early warning”, la sfida è quindi nel trasformare ed integrare questo patrimonio, renderlo utile per scoprire nuovi canali, nuove relazioni causali, nuove possibilità.
“Social intelligence” è questo, ma non solo, può infatti anche trasformarsi in un potentissimo strumento di “Competitive intelligence”, evidenziando feedback non solo sulle iniziative aziendali ma anche dei propri competitors.
Se ci si pensa un po’, queste due tendenze sono la semplice ri-editazione, più convincente e supportata da un approccio “analytic” del vecchio mantra “prodotto giusto al cliente giusto”, dove a questo punto “giusto” è davvero l’espressione dell’equilibrio, del win-win tra cliente e fornitore.
